Canino alto e seconda classe: cosa si può ottenere con gli allineatori trasparenti in meno di 9 mesi
Se stai valutando un trattamento ortodontico ma temi che “ci vogliano anni”, questo caso clinico reale è un esempio semplice ma molto emblematico. Presso lo Studio Dentistico Di Gioia e Martinetti a Moncalieri (Torino) abbiamo trattato una giovane paziente con:
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canino superiore sinistro più alto rispetto al controlaterale (con gengiva “più alta” e sorriso irregolare);
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lieve seconda classe sul lato sinistro (a destra occlusione già in prima classe);
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affollamento più evidente nell’arcata inferiore, soprattutto sugli incisivi.
Il risultato è stato ottenuto con allineatori trasparenti quasi invisibili in 8 mesi e mezzo, con una prima fase di 20 mascherine e una rifinitura finale.
Nota importante: i tempi e i risultati dipendono dalla complessità del caso e dalla collaborazione (uso corretto delle mascherine) e vanno sempre valutati dopo visita e diagnosi.
Perché un canino “alto” cambia così tanto il sorriso (non è solo un dettaglio)
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Quando un canino è più alto dell’altro, non cambia solo la posizione del dente “bianco”. Spesso cambia anche la posizione dei margini gengivali (la parte rosa), che nel sorriso è molto visibile perché crea contrasto con lo smalto.
Questo genera un effetto frequente:
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asimmetria del rosa gengivale;
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percezione di “disordine” anche se gli altri denti sembrano discretamente in posizione.
Nel caso presentato, l’obiettivo non era soltanto “abbassare il canino”, ma armonizzare l’estetica gengivale e rendere il sorriso più regolare.
Seconda classe lieve: cosa significa e perché va corretta
La “seconda classe” è una condizione occlusale in cui i denti superiori e inferiori non si incastrano in modo ideale. Nel video viene mostrato un riferimento pratico: delle linee che dovrebbero coincidere; inizialmente non coincidevano sul lato sinistro, mentre a fine trattamento risultano allineate.
In questi casi l’obiettivo non è solo estetico. Un’occlusione più corretta aiuta a:
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migliorare la stabilità dei contatti tra i denti;
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ridurre compensi funzionali nel tempo;
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ottenere una chiusura più bilanciata tra lato destro e sinistro.
Guida canina: il “ruolo funzionale” del canino (e perché è importante)
Un elemento interessante di questo caso riguarda la guida canina: quando la mandibola si sposta lateralmente, idealmente dovrebbero toccarsi principalmente i canini, che “guidano” il movimento.
Quando un canino è alto e non lavora correttamente:
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può comparire uno spazio nero tra canino superiore e inferiore;
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il canino non guida la lateralità come dovrebbe.
Riportando il canino in posizione, può tornare a svolgere meglio questa funzione, contribuendo a una dinamica occlusale più protettiva.
Come si progetta un trattamento con allineatori trasparenti (lo studio del caso)
Un risultato rapido e preciso non è “fortuna”: è soprattutto diagnosi e pianificazione.
1) Foto extraorali e intraorali
Si parte con foto del viso (frontale e profilo) e foto intraorali. Il punto chiave è che i denti vanno valutati nel contesto del volto, non “da soli”.
2) Radiografie: panoramica e teleradiografia latero-laterale
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Ortopantomografia per una visione generale (in questo caso erano presenti anche i 4 denti del giudizio, senza necessità di estrazione per creare spazio).
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Teleradiografia latero-laterale + cefalometria, utile per misurare inclinazioni e rapporti scheletrici: ad esempio, qui gli incisivi inferiori risultavano un po’ pro-inclinati (troppo “in fuori”).
Simulazione digitale: non sono “solo mascherine di plastica”
Un punto spesso sottovalutato: gli allineatori sono un sistema biomeccanico, non semplici mascherine.
Nella simulazione di trattamento si definiscono:
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la sequenza di movimenti (qui: discesa/estrusione del canino, allineamento, correzione dei rapporti occlusali);
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eventuali ausiliari (come bottoni o elastici: in questo caso inseriti “per sicurezza”, ma poi non necessari);
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la strategia per ottenere spazio e controllo dei movimenti.
Attachment: cosa sono e a cosa servono
Gli attachment sono piccoli “appoggi” (trasparenti) incollati su alcuni denti per permettere all’allineatore di esercitare forze più efficaci e controllate. In questo caso, nella prima fase erano presenti su molti denti proprio per aumentare il controllo.
Stripping (IPR): cos’è e perché può essere utile
Nel video si parla di stripping (o IPR), cioè una riduzione minima e controllata dello spazio tra alcuni denti per creare lo spazio necessario a:
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ridurre l’affollamento;
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“riposizionare” gli incisivi inferiori leggermente più indietro quando sono pro-inclinati.
Se indicato e svolto correttamente, è una procedura molto comune nella pianificazione con allineatori.
Il percorso del caso: 20 allineatori + rifinitura
Prima fase: 20 allineatori (circa 5 mesi)
Con cambio settimanale, la paziente è arrivata dopo circa 20 mascherine a:
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canino già sostanzialmente “sceso”;
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arcate molto più regolari;
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nessun utilizzo di elastici e nessun bottone attivo, grazie a una corretta programmazione e a un attachment mirato.
Rifinitura: 12 allineatori aggiuntivi (circa 3 mesi)
Nonostante il miglioramento, il canino superiore risultava ancora troppo distante dal canino inferiore, quindi non guidava come desiderato. Per questo è stata richiesta una rifinitura (serie aggiuntiva di allineatori) basata su una nuova scansione digitale, per perfezionare:
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contatti;
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guida canina;
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allineamento finale.
Totale: 8 mesi e mezzo.
Risultato finale: estetica e dettagli che fanno la differenza
A fine trattamento si osservavano miglioramenti su più livelli:
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margini gengivali più armonici (il “rosa” allineato);
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sorriso più regolare e più in linea con l’andamento del labbro inferiore;
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seconda classe lieve risolta sul lato sinistro senza elastici, favorendo un incastro più stabile;
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arcate più simmetriche e incisivi inferiori più ordinati.
Un concetto rilevante emerso nel video: anche i casi “semplici” richiedono grande attenzione ai dettagli, perché sono proprio i dettagli (gengiva, simmetrie, contatti) a determinare un risultato davvero “di qualità”.
Allineatori trasparenti o apparecchio fisso: quale scegliere?
In linea generale:
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per casi lievi e moderati, gli allineatori trasparenti possono offrire risultati eccellenti se la diagnosi è corretta e la tecnica è ben gestita;
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nei casi più complessi possono essere necessari ausiliari aggiuntivi o strategie diverse, sempre da valutare clinicamente.
Tra i vantaggi più apprezzati degli allineatori:
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maggiore comfort (niente fili o bracket metallici);
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estetica;
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igiene facilitata (rimovibili);
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controlli spesso più snelli;
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in alcuni casi, tempi competitivi.
Il nostro Studio specializzato in Ortodonzia a Moncalieri (Torino)
Lo Studio Ortodontico Di Gioia e Martinetti è un centro dedicato all’ortodonzia, con:
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due specialisti in Ortognatodonzia disponibili per i controlli;
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apertura dal lunedì al sabato, utile per chi lavora o ha impegni scolastici;
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oltre 1000 trattamenti con allineatori trasparenti eseguiti;
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attività di formazione e pubblicazioni scientifiche.
Di Gioia Martinetti STP A RL INFORMAZIONE SANITARIA AI SENSI DELLE LEGGI 248/2006 E 145/2018, Di Gioia Martinetti STP A RL, Iscrizione OMCEO n°44, Capitale sociale 10000, Polizza Reale Mutua n° 2545698, REA TO-1297767


