In questo articolo raccontiamo un caso clinico trattato presso lo Studio Ortodontico Di Gioia Martinetti: una paziente adulta che presentava un cantus del piano occlusale superiore, corretto attraverso un trattamento ortodontico con allineatori trasparenti, elastici e miniviti.
Un sorriso può apparire “storto” o asimmetrico anche quando i denti non sono particolarmente disallineati. In alcuni casi, infatti, il problema non riguarda solo la posizione dei singoli denti, ma l’inclinazione complessiva del piano occlusale, cioè il modo in cui l’arcata dentale si dispone rispetto al volto.
Che cos’è il cantus del piano occlusale?
Il cantus del piano occlusale è una condizione in cui i denti di un lato dell’arcata risultano più alti o più bassi rispetto a quelli del lato opposto.
In pratica, osservando il sorriso, si nota una linea dentale inclinata: un lato appare più “su” e l’altro più “giù”. Questo può rendere il sorriso meno armonico e più asimmetrico.
Nel caso, la paziente presentava proprio questa caratteristica: i denti superiori erano inclinati da un lato e il sorriso risultava visibilmente asimmetrico.
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L’obiettivo del trattamento
L’obiettivo principale non era semplicemente “raddrizzare i denti”, perché la paziente aveva già una buona chiusura dentale e non presentava gravi disallineamenti.
Il vero obiettivo era rendere il sorriso più armonico, correggendo l’inclinazione del piano occlusale superiore e riportando la linea del sorriso in maggiore equilibrio rispetto al volto.
Per questo motivo, il trattamento ha richiesto una pianificazione ortodontica accurata e personalizzata.
Lo studio del caso: perché la pianificazione è fondamentale
Nei trattamenti complessi, la prima visita è un momento fondamentale. Serve a conoscere la paziente, comprendere le sue aspettative e valutare in modo approfondito la situazione clinica.
Nel caso specifico, lo studio iniziale ha previsto:
- fotografie extraorali;
- analisi del sorriso;
- valutazione del piano occlusale;
- cefalometria, cioè misurazioni del volto su teleradiografia laterale;
- panoramica dentale;
- analisi della chiusura dentale.
La paziente aveva già effettuato in passato un trattamento ortodontico e presentava una chiusura in prima classe sia a destra sia a sinistra. Era inoltre presente un ponte nell’arcata superiore destra.
Questo aspetto è importante perché, nei trattamenti ortodontici, i ponti non si spostano come i denti naturali. Tuttavia, possono essere utili come ancoraggio durante la terapia.
Trattamento con allineatori trasparenti: quando servono ausiliari
Il trattamento è stato programmato con allineatori trasparenti. Gli allineatori hanno permesso di guidare progressivamente i movimenti dentali, ma da soli non sarebbero stati sufficienti per ottenere la correzione desiderata.
Per correggere il cantus del piano occlusale sono stati quindi utilizzati anche:
- elastici ortodontici;
- miniviti;
- attachment e bottoni sui denti.
Le miniviti sono piccoli dispositivi inseriti con anestesia locale, utilizzati come punto di ancoraggio per gli elastici. In questo caso hanno aiutato gli allineatori a realizzare movimenti che non sarebbero stati prevedibili con le sole mascherine trasparenti.

Questo è un punto centrale: gli allineatori trasparenti sono strumenti molto utili, ma devono essere utilizzati conoscendone i limiti. Nei casi complessi, possono essere necessari ausiliari come elastici e miniviti per ottenere un risultato più controllato.
Come è stata corretta l’asimmetria del sorriso
Nel caso della paziente, il piano occlusale superiore doveva essere modificato in modo selettivo: il lato sinistro dell’arcata superiore doveva salire, mentre il lato destro doveva scendere.
Durante il trattamento sono stati utilizzati elastici specifici collegati alle miniviti per aiutare questo movimento.
Dopo circa 7 mesi, la correzione era già visibile: i denti superiori di sinistra iniziavano a salire e quelli di destra a scendere. A quel punto è stata programmata una rifinitura con nuove mascherine trasparenti, mantenendo lo stesso obiettivo biomeccanico.
Dopo 12 mesi, la situazione era notevolmente migliorata. È stata quindi pianificata una seconda rifinitura, questa volta senza attachment, continuando a utilizzare gli elastici.
Il risultato finale dopo 14 mesi
Il trattamento si è concluso in 14 mesi.
Alla fine della terapia, la paziente ha mantenuto una chiusura in prima classe, ma il cambiamento più evidente è stato a livello del sorriso: da un sorriso asimmetrico si è arrivati a un sorriso più armonico e simmetrico.

I denti superiori anteriori sono stati intrusi, cioè spostati verso l’alto, permettendo una migliore esposizione dei denti inferiori e un migliore equilibrio del piano occlusale.
Il risultato finale ha mostrato:
- miglioramento dell’allineamento dentale;
- correzione dell’inclinazione del piano occlusale;
- maggiore simmetria del sorriso;
- mantenimento della buona chiusura iniziale;
- miglioramento dell’armonia complessiva del volto e del sorriso.
Al termine del trattamento, come accade dopo ogni terapia ortodontica, è stato necessario mantenere la posizione dei denti con contenzioni notturne.
Allineatori trasparenti e casi complessi: cosa sapere
Questo caso mostra che gli allineatori trasparenti possono essere utilizzati anche in trattamenti ortodontici complessi, purché ci sia una corretta diagnosi e una pianificazione precisa.
Nei casi di cantus del piano occlusale, non basta pensare al singolo dente “storto”: bisogna valutare il sorriso nel suo insieme, il rapporto con le labbra, la linea degli occhi e l’armonia del volto.
Per questo motivo, la programmazione del trattamento è decisiva.
Ogni caso, però, è diverso. Per capire se un trattamento con allineatori trasparenti sia indicato, è necessaria una valutazione specialistica personalizzata.
INFORMAZIONE SANITARIA AI SENSI DELLE LEGGI 248/2006 E 145/2018 Di Gioia Martinetti STP A RL – Iscrizione OMCEO n°44 – Capitale sociale €10.000 – Polizza Reale Mutua n°2545698 – REA TO-1297767

