Il punto chiave: i denti si possono spostare anche in età adulta (se la bocca è “in salute”)
Nel video viene chiarito un concetto essenziale: anche in età adulta i denti si possono spostare, a patto che non siano presenti infezioni.
In particolare, prima di iniziare l’ortodonzia è fondamentale escludere o trattare:
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infezioni gengivali (ad esempio parodontite),
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infezioni dentali (come granulomi),
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lesioni cariose destruenti.
Il messaggio è semplice: prima si trattano gengive e denti, poi si spostano i denti.
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Perché la paziente è arrivata in visita
Dalle fotografie descritte nel caso, la paziente riferisce che col passare degli anni i denti si stavano accavallando sempre di più. In sorriso e in chiusura si osservano:
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denti accavallati sia sopra che sotto,
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morso profondo: quando chiude, i denti inferiori risultano molto nascosti da quelli superiori,
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arcate contratte (strette ai lati),
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denti posteriori inclinati verso l’interno.
Analisi funzionale: contatti troppo anteriori e più “forti” a destra
Un passaggio importante riguarda la funzione masticatoria e i contatti:
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quando la paziente apre la bocca si evidenzia un dislivello tra i denti inferiori anteriori e posteriori;
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dall’impronta digitale (analisi dei contatti) emerge che i contatti erano molto anteriori, cioè concentrati sui denti davanti, che invece sono “più dedicati” a guidare i movimenti;
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contatti anteriori marcati significano anche maggiore abrasione;
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i punti di contatto risultavano maggiori sul lato destro, con più contatti sia posteriori che anteriori a destra.
Esami: panoramica e teleradiografia confermano diagnosi e possibilità di trattamento
Dalla panoramica:
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i denti del giudizio non sono presenti,
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sono presenti denti otturati e anche denti devitalizzati, ma l’aspetto rilevante è che non c’è nessuna infezione in bocca → quindi, nel caso specifico, i denti si possono spostare.
Dalla teleradiografia e dalle misurazioni:
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a livello scheletrico è una seconda classe: la mandibola è più indietro rispetto al mascellare,
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a livello dentale si osserva un quadro complesso con morso molto profondo e una condizione in cui i denti superiori risultano “più avanti” rispetto agli inferiori, con incisivi descritti come molto inclinati.
Il piano di lavoro, nel caso, è dentale (in un adulto): l’obiettivo è spostare i denti per farli combaciare bene, agendo sul rimodellamento dell’osso intorno ai denti (osso alveolare).
Trattamento “mini-invasivo”: apparecchi discreti che si vedono poco
Il dottore definisce “mini-invasivo” un approccio con apparecchi ortodontici discreti, che non si vedono o si vedono pochissimo, ottenendo risultati paragonabili ad apparecchi più “invasivi”.
Nel caso, si utilizza un protocollo con:
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allineatori trasparenti,
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barrette a livello superiore nella prima fase (primi 6 mesi).
Le fasi del trattamento
Fase 1 (primi 6 mesi): sbloccare l’anteriore e lavorare sui settori posteriori
Nei primi 6 mesi l’obiettivo principale è “rompere il muro anteriore”:
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portare in avanti gli incisivi superiori per creare spazio e permettere una correzione iniziale del morso profondo,
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correggere il morso profondo già nei primi 6 mesi,
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ottenere anche un leggero movimento mesiale dei denti inferiori.
In parallelo, vengono applicate barrette sui denti posteriori superiori per lavorare su premolari e molari, descritti come “molto più in avanti”, portandoli indietro e creando spazi.
Risultati dopo 6 mesi (allineatore n. 24)
Dopo circa 6 mesi, nel caso vengono mostrati cambiamenti importanti:
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si lavora prima sui posteriori e si corregge la classe molare e premolare: da seconda classe a prima classe(contatto corretto),
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si ottiene il “superamento del muro anteriore” con la proinclinazione degli incisivi,
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si aprono spazi in zona anteriore, anche perché gli incisivi laterali superiori sono piccoli e il piano prevede una fase estetica successiva,
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si osserva un livellamento e un allineamento con correzione del morso profondo già nella prima fase.
Fase 2: rifinitura occlusale e guida incisale
Successivamente viene pianificata una seconda fase con 45 allineatori, a cui si aggiungono ulteriori mascherine, con un obiettivo specifico:
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portare i denti anteriori indietro e creare il contatto corretto tra denti superiori e inferiori, cioè la guida incisale.
In questa fase vengono mantenuti e rifiniti anche gli spazi creati dal progetto, in particolare in relazione agli incisivi laterali superiori.
Fase estetica: sbiancamento e faccette
Prima di applicare le faccette, viene eseguito uno sbiancamento, per avere un colore dei denti più uniforme e “bianco” in abbinamento alle faccette.
Successivamente vengono applicate faccette dentali in ceramica sui denti programmati nel progetto, per:
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migliorare i contatti corretti tra i denti,
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ottenere la giusta estetica del sorriso in presenza di incisivi laterali piccoli.
Dopo le faccette, vengono utilizzate ancora piccole mascherine per gli ultimi spostamenti.
Durata complessiva e risultato finale
Nel caso presentato, la durata totale è di circa 2 anni.
Il risultato descritto non riguarda solo “denti più dritti”, ma soprattutto:
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denti che combaciano bene tra loro,
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piano occlusale livellato correttamente,
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armonia e estetica del sorriso in parallelo con la funzione (masticazione).
A livello occlusale, il caso evidenzia:
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riduzione e normalizzazione del morso profondo (i denti inferiori si intravedono correttamente e la distanza tra arcata superiore e inferiore si riduce),
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raggiungimento di prima classe molare e prima classe canina sia a destra che a sinistra,
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miglioramento della forma d’arcata e regolarizzazione dell’arcata inferiore,
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recupero di un incisivo che era “molto in fuori” e fuori dal suo supporto osseo, riportandolo all’interno,
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redistribuzione dei contatti: da contatti inizialmente più marcati e concentrati (soprattutto a destra e anteriori) a contatti più bilanciati a destra e sinistra, soprattutto su molari e premolari

INFORMAZIONE SANITARIA AI SENSI DELLE LEGGI 248/2006 E 145/2018, Di Gioia Martinetti STP A RL, Iscrizione OMCEO n°44, Capitale sociale 10000, Polizza Reale Mutua n° 2545698, REA TO-1297767



