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Canting del Piano Occlusale in Paziente Adulta: Correzione di un Sorriso Asimmetrico Senza Chirurgia

Tecnica ibrida: allineatori trasparenti, miniviti ortodontiche ed elastici in contemporanea — risolto in 14 mesi

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Situazione clinica iniziale

Paziente: donna adulta, già sottoposta in passato a un trattamento ortodontico.

Motivo della visita: un sorriso percepito come storto e asimmetrico. È la descrizione che i pazienti danno del canting del piano occlusale, cioè la condizione in cui i denti di un lato risultano più alti rispetto a quelli del lato opposto.

Situazione iniziale: le fotografie extraorali hanno reso evidente il problema. Tracciando la linea che unisce i margini dei denti superiori durante il sorriso, questa risultava nettamente inclinata rispetto alla linea degli occhi e al profilo delle labbra. Gli altri parametri erano invece nella norma: la chiusura era corretta in prima classe su entrambi i lati, frutto del trattamento precedente, l’allineamento presentava solo lievi irregolarità e le misurazioni cefalometriche non mostravano particolarità. Era presente un ponte nel settore superiore destro. L’incisivo centrale superiore destro risultava abraso, con un margine più corto del controlaterale, il che accentuava la percezione di asimmetria.

Obiettivi:

  • Correggere l’inclinazione del piano occlusale superiore, alzando il lato sinistro e abbassando il destro.
  • Rendere la linea del sorriso parallela alla linea degli occhi.
  • Mantenere la prima classe già ottenuta con il trattamento precedente.
  • Perfezionare l’allineamento di entrambe le arcate.
  • Ripristinare la simmetria del margine dell’incisivo centrale superiore destro.
  • Stabilizzare il risultato nel tempo con una contenzione.

LA TECNICA IBRIDA UTILIZZATA

Il movimento richiesto in questo caso, l’intrusione e l’estrusione differenziata dei settori superiori, non è ottenibile con i soli allineatori. La correzione ha quindi previsto l’impiego simultaneo di più dispositivi.

  • Allineatori trasparenti con attachment e bottoni: gli attachment sono piccole protuberanze in resina trasparente incollate sui denti, che permettono all’allineatore di trasmettere le forze richieste; i bottoni servono da punto di aggancio per gli elastici.
  • Miniviti ortodontiche: piccole viti in nichel-titanio inserite in anestesia locale, posizionate nella zona di passaggio tra mucosa alveolare e gengiva aderente, la più confortevole per il paziente. Forniscono un punto di ancoraggio fisso su cui agganciare gli elastici.
  • Elastici dedicati: applicati dalla paziente tra le miniviti e i bottoni, orientano il movimento nella direzione programmata e rendono possibile ciò che l’allineatore da solo non potrebbe fare.
  • Rifiniture programmate: il piano è stato rivisto due volte in corso d’opera, con nuove serie di mascherine calibrate sul movimento effettivamente ottenuto.
  • Ricostruzione in composito: a fine trattamento il margine abraso dell’incisivo centrale superiore destro è stato ricostruito per ristabilire la simmetria.
  • Contenzione notturna: al termine di ogni trattamento ortodontico la posizione raggiunta va mantenuta con dispositivi di contenzione da indossare di notte.

FASE DIAGNOSTICA

In un caso di canting la diagnosi non si esaurisce in bocca: il riferimento è il volto. Il trattamento è stato programmato sulle fotografie extraorali, perché è rispetto alla linea degli occhi e alle labbra che l’inclinazione del piano occlusale viene percepita. Gli esami eseguiti:

  • Fotografie extraorali con tracciamento della linea del sorriso.
  • Fotografie intraorali e valutazione del piano occlusale superiore rispetto all’inferiore.
  • Radiografia panoramica, che ha evidenziato il ponte nel settore superiore destro.
  • Teleradiografia latero-laterale con analisi cefalometrica.
  • Scansione digitale delle arcate e pianificazione dei movimenti.

Un elemento tecnico rilevante: i ponti non possono essere spostati, perché uniscono più elementi in un blocco rigido. Questo rappresenta un vincolo, ma può anche diventare una risorsa, perché il blocco offre un ancoraggio stabile su cui appoggiare i movimenti degli altri denti.

COLLABORAZIONE RICHIESTA AL PAZIENTE

Utilizzo degli allineatori secondo le indicazioni ricevute, applicazione costante degli elastici sulle miniviti, igiene orale accurata, rispetto degli appuntamenti di controllo e, al termine, utilizzo regolare della contenzione notturna. In questo caso l’uso degli elastici è stato l’elemento su cui si è basata l’intera correzione.

RISULTATI CLINICI OTTENUTI

Durata del trattamento: 14 mesi.

  • Piano occlusale corretto: il lato sinistro è salito e il destro è sceso, riportando la linea del sorriso in parallelo alla linea degli occhi.
  • Incisivi superiori più visibili: l’intrusione dei denti anteriori superiori ha modificato l’esposizione dentale: gli incisivi, prima quasi completamente coperti, risultano ora molto più scoperti.
  • Chiusura mantenuta: la prima classe presente all’inizio è stata conservata su entrambi i lati.
  • Allineamento perfezionato: le lievi irregolarità iniziali sono state risolte in entrambe le arcate.
  • Simmetria del margine incisale: ristabilita con la ricostruzione in composito dell’incisivo centrale superiore destro.
  • Risultato stabilizzato: la posizione raggiunta è mantenuta con contenzione notturna.

Come si è svolto il trattamento

Dopo la consegna delle prime mascherine, con attachment e bottoni, sono state inserite le miniviti. Al settimo mese il movimento era già leggibile: i denti superiori di sinistra stavano salendo e quelli di destra scendendo. È stata programmata una prima rifinitura con nuove mascherine, nella stessa direzione. Al dodicesimo mese la situazione era già sensibilmente migliorata ed è stata pianificata una seconda rifinitura, sempre con elastici ma questa volta senza attachment. Il risultato finale è stato raggiunto a 14 mesi.

CHE COS’È IL CANTING DEL PIANO OCCLUSALE

Il piano occlusale è la linea ideale che unisce i margini dei denti. Quando è inclinato rispetto ai riferimenti del volto, un lato dei denti appare più alto dell’altro e il sorriso viene percepito come storto, anche in presenza di denti ben allineati e di una chiusura corretta. È il motivo per cui una persona può aver già fatto un trattamento ortodontico e continuare a non riconoscersi nel proprio sorriso: l’allineamento e il canting sono due problemi distinti.

Sono correzioni che richiedono una programmazione specifica, perché il movimento necessario è verticale e asimmetrico: occorre intrudere i denti di un lato ed estrudere quelli dell’altro, mantenendo intatti i rapporti di chiusura.

SI PUÒ CORREGGERE UN SORRISO ASIMMETRICO SOLO CON GLI ALLINEATORI?

Non in casi di questo tipo. Gli allineatori trasparenti hanno limiti riconosciuti sui movimenti verticali, e un canting del piano occlusale rientra tra le situazioni che eccedono quei limiti. Questo non significa che la terapia con mascherine sia da escludere: significa che deve essere integrata con ausiliari, in questo caso miniviti ed elastici, programmati fin dall’inizio e non aggiunti come correttivo in corso d’opera. La pianificazione preliminare è la parte che determina l’esito del trattamento.

Poteva essere trattato in un altro modo?

Sì. I casi di canting ammettono percorsi diversi a seconda dell’entità dell’inclinazione e della sua origine, dentale o scheletrica: nelle discrepanze più marcate, o quando la componente scheletrica è prevalente, può essere presa in considerazione una soluzione chirurgica. Qui le misurazioni cefalometriche non evidenziavano particolarità, il che ha reso possibile un approccio esclusivamente ortodontico. È la diagnosi, non lo strumento, a determinare la strada percorribile: solo una visita specialistica con esame clinico e indagini strumentali permette di stabilire quale sia adatta al singolo caso.

STUDIO ORTODONTICO
DI GIOIA MARTINETTI

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  • Più di 1000 casi trattati con allineatori trasparenti
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