Bonding Dentale e Ricostruzioni Estetiche in Composito: Quando Si Usano e Quando Serve Prima l’Ortodonzia
Denti conoidi, fratture da trauma, abrasioni da bruxismo e agenesie — sei situazioni cliniche a confronto
GUARDA IL CASO CLINICO COMPLETO
CHE COS'È IL BONDING DENTALE
In odontoiatria “bonding” significa adesione, ma il termine è ormai usato dai pazienti per indicare le ricostruzioni estetiche in composito. Il composito è un materiale resinoso che viene applicato direttamente sul dente, in studio, per strati successivi: la sovrapposizione degli strati permette di riprodurre la forma e il colore del dente naturale e di far integrare la ricostruzione con i denti vicini.
Non è un dispositivo costruito in laboratorio e poi applicato: il lavoro avviene interamente alla poltrona e si conclude nella stessa seduta.
IL PUNTO DI PARTENZA: LE ASPETTATIVE DEL PAZIENTE
Prima di qualsiasi intervento è necessario capire che cosa il paziente vede come problema. Nel primo caso mostrato nel video, una ragazza percepiva i propri denti come piccoli e troppo allungati, con canini molto a punta e un aspetto che giudicava aggressivo; desiderava elementi più squadrati, in armonia con il volto, che riempissero meglio il sorriso. La ricostruzione è stata eseguita da canino a canino, aggiungendo composito del colore adeguato nei punti necessari.
È un dato che vale per tutti i casi che seguono: l’obiettivo della ricostruzione non è un modello estetico astratto, ma la proporzione tra i denti e le caratteristiche del singolo viso.
LE SITUAZIONI CLINICHE PIÙ FREQUENTI
- Denti consumati o poco proporzionati: rimodellamento da canino a canino per restituire ai denti una forma più squadrata e proporzioni più equilibrate.
- Fratture da trauma: nel video, un ragazzo con il margine di un incisivo fratturato durante l’attività sportiva da bambino, e una paziente che aveva perso parte di due incisivi. In quest’ultimo caso la seduta è durata circa un’ora e mezza.
- Incisivi laterali conoidi: accade che gli incisivi laterali superiori si presentino più piccoli rispetto agli altri denti. Il composito viene stratificato attorno all’elemento fino a riportarlo a una dimensione e a un colore coerenti con i denti adiacenti.
- Agenesia dell’incisivo laterale: quando un incisivo laterale manca del tutto. Nel caso mostrato è stato scelto di portare il canino nella posizione dell’incisivo laterale e di rimodellarlo con il composito; il premolare è stato a sua volta rimodellato come canino, seguendo la forma dell’elemento controlaterale.
- Abrasioni da bruxismo: il bruxismo è un’attività notturna che origina dal sistema nervoso centrale e serve a scaricare le tensioni. Può provocare il consumo precoce dei margini dei denti e quindi un invecchiamento visivo anticipato del sorriso. I margini incisali possono essere ricostruiti in composito, ma in questi casi vanno poi protetti con una mascherina da indossare di notte.
QUANDO L'ORTODONZIA DEVE PRECEDERE LA RICOSTRUZIONE
È il punto più importante del video, e riguarda un limite oggettivo della tecnica: il composito può solo aggiungere materiale, non spostare i denti.
Nel caso della paziente con incisivi laterali piccoli e posizionati più in fuori rispetto agli altri, ricostruire senza intervenire prima sulla posizione avrebbe lasciato solo due strade, entrambe non praticabili. La prima: limare gli altri denti fino al livello dell’elemento più avanzato, con una perdita di struttura tale da rendere necessaria la devitalizzazione o l’estrazione. La seconda: ricostruire tutti gli altri denti molto più in fuori, per riportarli sullo stesso arco, con spessori nell’ordine del mezzo centimetro: un risultato né accettabile esteticamente né funzionale.
La soluzione è stata ridistribuire gli spazi con l’ortodonzia, aprendo lo spazio davanti e dietro all’elemento e riportandolo all’interno dell’arcata, e solo a quel punto ricostruirlo. La visione occlusale dal basso mostra quanto movimento sia stato necessario.
Lo stesso vale in altre due situazioni presentate: nel caso della frattura da trauma l’ortodonzia è servita a estrudere leggermente un dente, cioè a tirarlo verso il basso per migliorarne la posizione prima della ricostruzione; nel caso del paziente con bruxismo, oltre a ricentrare la mandibola che era deviata, è servita a ripristinare una linea del sorriso corretta, che in partenza risultava piatta.
L’ortodonzia non è sempre necessaria prima di un bonding, ma in alcuni casi è la condizione che rende la ricostruzione tecnicamente possibile.
COME SI SVOLGE LA SEDUTA
- Sbiancamento, se previsto, prima della ricostruzione: lo sbiancamento professionale va eseguito prima e occorre attendere circa quindici giorni, perché il suo effetto si esaurisca: eseguire la ricostruzione troppo presto riduce l’adesione del materiale.
- Isolamento del campo operatorio: quando è possibile si utilizza la diga di gomma, tenuta in sede da appositi uncini, per mantenere l’area asciutta e consentire ai materiali di lavorare correttamente. La procedura non è dolorosa; se gli uncini danno fastidio alla gengiva si può ricorrere a una piccola anestesia, ma di norma non serve.
- Tempi: qualche ora, in base al numero di denti coinvolti. Per sei denti servono indicativamente due ore e mezza-tre, cioè una mattinata. Il paziente esce dalla seduta con la nuova forma già definita.
DURATA, MANUTENZIONE E LIMITI
Le ricostruzioni in composito hanno una durata indicativa di cinque-dieci anni. Restano valide alcune regole di buon senso: evitare di mordere oggetti duri con i denti anteriori e, in caso di bruxismo, proteggerli con una mascherina notturna. Se si scheggiano, sono relativamente semplici da ripristinare, perché il materiale può essere riapplicato.
BONDING O FACCETTE?
Sono due soluzioni diverse. Le faccette in ceramica offrono nel lungo periodo una stabilità superficiale e una resa estetica migliori, perché il materiale non si opacizza allo stesso modo. Il bonding può essere considerato una soluzione a lungo termine ma non definitiva, nell’ordine dei cinque-sette anni, che richiede una lucidatura periodica. Nei pazienti giovani questa caratteristica può essere un vantaggio, perché consente di intervenire in modo conservativo rinviando scelte più impegnative.
SI PUÒ SEMPRE RICORRERE AL BONDING?
No, e le situazioni mostrate nel video lo illustrano bene: la stessa tecnica dà risultati molto diversi a seconda che la posizione dei denti sia corretta o meno. Dove gli spazi non sono distribuiti correttamente, aggiungere materiale non risolve il problema e può peggiorare la funzione. La scelta tra ricostruzione diretta, ortodonzia preliminare, faccette o una combinazione di questi approcci può essere fatta solo dopo una valutazione clinica individuale.
STUDIO ORTODONTICO
DI GIOIA MARTINETTI
Team di Specialisti:
- 2 Specialisti in Ortodonzia
- 2 Specialisti in Chirurgia Orale (Dott. Costamagna e Dott. Agrò)
Competenze Cliniche e Scientifiche:
- Oltre 1000 dentisti formati in corsi specialistici
- Relatori a corsi Nazionali e Internazionali di ortodonzia
- Autori di articoli scientifici su riviste Europee e Americane
- Più di 1000 casi trattati con allineatori trasparenti
- Oltre 900 recensioni positive dai pazienti su Google
- Oltre 900 recensioni positive dai pazienti su Alfadocs
